Chiudere
Login
Inserisci i dati di login

o Registrati

Hai dimenticato la password?

Skip to main content

|

E’ una calma surreale quella che si respira questo sabato per le strade di Tunisi. Una prima mattinata di tranquillità dopo che, nei giorni scorsi, centinaia di persone hanno manifestato contro Ennahda, il partito islamico al potere.

Non si placano le tensioni per l’omicidio, avvenuto mercoledì, del capo dell’opposizione laica Chokri Belaid. Il primo ministro Hamadi Jebali aveva subito annunciato la formazione di un nuovo governo, ma il suo partito ha risposto organizzando una contro-manifestazione per difendere la legittimità della maggioranza.

“Spero che il cambio di governo possa calmare le tensioni che ci sono in Tunisia. – dice un abitante del quartiere”. La Tunisia non è più la stessa”, lamenta invece una ragazza. “Non va bene e francamente mi viene da piangere quando vedo il Paese in questa situazione”.

In migliaia erano accorsi, venerdì, per i funerali di Belaid, intonando cori contro il governo. I disordini scoppiati sono continuati anche nella notte, con alcune sedi di Ennahda date alla fiamme.

Danni che si aggiungono alla paralisi istituzionale nell’assemblea costituente e al ritiro in massa dell’opposizione.

Neanche la processione funebre è riuscita a fermare le violenze: gruppi di giovani hanno incendiato macchine e lanciato pietre alla polizia, che ha risposto con i lacrimogeni.

Il pericolo è che il Paese, che aveva intrapreso una transizione relativamente pacifica dopo la cacciata di Ben Ali e l’inizio della Primavera Araba, possa sprofondare nuovamente nel caos.

Copyright © 2014 euronews

maggiori informazioni
|