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Surgelati al cavallo, lo scandalo si allarga

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Surgelati al cavallo, lo scandalo si allarga

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Assume i contorni di un giallo, la vicenda della carne di cavallo scoperta in alcuni prodotti distribuiti da una nota azienda.

La carne equina, che non è citata tra gli ingredienti, non avrebbe dovuto esserci, e al momento non si sa come ci sia finita: la società dice di esserne venuta a conoscenza solo il 2 febbraio grazie alla lettera di un produttore esterno.

In Francia, intanto, le autorità si muovono. Un portavoce del ministero per l’Agricoltura rimanda eventuali decisioni alla conclusione du un’indagine.

Lo scandalo si allarga a molti paesi europei. I prodotti alla carne di cavallo sono commercializzati da un marchio britannico, che si approvvigiona presso una società francese, la quale a sua volta subappalta a una ditta rumena.

Tutti elementi che preoccupano i consumatori, che si chiedono quali controlli avvengano sulla salute del bestiame.

“La carne di cavallo non è nociva di per se”, dice un uomo all’uscita di un supermercato, “ma è chiaro che non vi siano controlli sufficienti”.

Lo scandalo infatti dimostra l’inefficacia dei sistemi di tracciabilità dei prodotti agroalimentari in Europa. Un elemento in passato più volte utilizzato per tranquillizzare i consumatori.