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La Cina festeggia il capodanno del calendario lunare. Il 10 febbraio segna il primo giorno dell’anno del serpente e, al Tempio della Terra di Pechino, si passeggia tra un dumpling – specialità del periodo -, una danza del dragone ed una preghiera di buon auspicio.

Visti i tempi di austerità, comunque, pare che molte aziende non terranno i tradizionali banchetti di fine anno. A Pechino, città con un inquinamento già oltre i livelli di guardia, le autorità hanno invece chiesto agli abitanti di limitare l’uso di petardi.

“Lanceremo meno fuochi d’artificio quest’anno – dice un commerciante – perché abbiamo notato che c‘è un sacco di smog a Pechino. L’inquinamento è molto intenso. Per cui abbiamo comprato solo piccoli fuochi d’artificio per i bambini. Un tempo compravamo quelli grossi, quest’anno no. E’ per dare a Pechino un cielo blu.”

Il capodanno lunare è anche il giorno in cui, nelle provincie del nord ovest della Cina, si celebra la Festa della Primavera. A Yulin gli artigiani locali creano dei “fiori” di fuoco con il metallo fuso per propiziare i raccolti. A Xi’an, capitale della provincia dello Shaanxi, la tradizione richiede ai cittadini di suonare gong e tamburi.

Per molti cinesi le festività del capodanno lunare segnano anche l’unica vacanza dell’anno e scatenano una vera e propria migrazione di massa all’interno del Paese. Oltre la metà dei 20 milioni di abitanti di Pechino hanno lasciato la città per andare a raggiungere i propri cari.

Agli altri non resta che consolarsi ammirando le centinaia di migliaia di fuochi d’artificio lanciati nel cielo della città. Questi, secondo la tradizione, servono a scacciare gli spiriti malvagi e ad attirare il dio dell’abbondanza.

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