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Tunisia: Ennhada si oppone allo scioglimento del governo

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Tunisia: Ennhada si oppone allo scioglimento del governo

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La Tunisia è di nuovo nel caos. Dopo l’uccisione del leader laico dell’opposizione Chokri Belaid, in tutto il Paese migliaia di persone sono scese per le strade per chiedere le dimissioni del governo e il premier Hamadi Jebali non ha potuto far altro che annunciare l’intenzione di sciogliere l’esecutivo e di formarne uno nuovo, composto da tecnici, per
portare il Paese alle elezioni. Ma Ennhada, il partito islamico a cui Jebali appartiene, questa mattina ha rifiutato l’ipotesi del primo ministro.

Un rifiuto che potrebbe portare al ripetersi degli scontri violenti avvenuti ieri nelle strade di Tunisi, costati la vita a un poliziotto. Il Fronte Popolare Tunisino, coalizione di sinistra guidata proprio da Chokri Belaid, si è ritirato dall’Assemblea Costituente ma chiede che si torni alla calma.

“Abbiamo rivolto un appello – dichiara Hamma Hammami, portavoce del Fronte Popolare – alla base militante del Fronte Popolare perché non ceda davanti alle provocazioni e non risponda con la violenza alla violenza”.

Il Partito repubblicano lancia invece pesanti accuse a quelli che definisce i responsabili politici dell’omicidio: “È responsabilità del governo di coalizione – sostiene indignata Maya Jribi, segretario generale – e di coloro che hanno chiuso gli occhi davanti all’escalation di violenza nel nostro Paese. Di tutti coloro che hanno nascosto o aiutato, perché complici, a fare in modo che le cose andassero verso questo fenomeno di terrore, cresciuto poco a poco”.

La famiglia Belaid ha respinto le condoglianze del governo. Venerdì si svolgeranno le esequie del leader politico e con tutta probabilità il Paese si fermerà per rendere omaggio a colui che è già stato definito un martire di tutti i tunisini.