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Siria: si combatte a Damasco

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Siria: si combatte a Damasco

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Un denso fumo nero si levava ieri dal minareto di una moschea di Jawbar, non lontano da Damasco: sono fonti governative a confermare ora che un bombardamento c‘è stato, e che la battaglia continua: a Jawbar, ma anche a Beit Sahem e Harran al Awamid, non lontano dall’aeroporto internazionale di Damasco.

Fonti vicine ai ribelli riferivano di una massiccia offensiva del fronte anti-regime, nel tentativo di avvicinarsi al centro della capitale. L’informazione ufficiale parla di oltre quattrocento “terroristi” uccisi, ma menziona anche due colpi di mortaio caduti su una fermata degli autobus nella periferia di Damasco, sei persone sarebbero morte. In centro non vi sarebbe invece traccia dei ribelli, secondo la Tv di Stato.

Immagini drammatiche provengono anche dalla Valle della Bekaa, al di là della frontiera tra Siria e Libano: sono centinaia di migliaia i siriani che hanno trovato rifugio in Libano, e pochi hanno la possibilità di vivere in modo dignitoso.
L’ultimo allarme è stato lanciato da Medici senza Frontiere: i livelli di assistenza umanitaria sono inadeguati, molti dei rifugiati non sono in grado di procurarsi viveri e medicinali di base.