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Invariati i tassi d'interesse Bce. Draghi: euro forte segnale di fiducia

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Invariati i tassi d'interesse Bce. Draghi: euro forte segnale di fiducia

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La ripresa arriverà verso fine 2013, ma è impossibile dire quando esattamente. A parlare è il presidente della Banca centrale europea Draghi, nella conferenza stampa dopo il vertice in cui l’Eurotower ha deciso di lasciare i tassi di interesse invariati al 0,75%. Una soluzione “accomodante”, ripete. Senza però annunciare interventi sull’altro tema caldo: l’eccessiva forza dell’euro.

“L’apprezzamento – sostiene Draghi – è, in qualche modo, un segno del ritorno della fiducia nell’euro. Il tasso di cambio non è nel nostro mandato, ma è importante per la crescita e la stabilità dei prezzi. Rimaniamo in attesa di vedere in che modo l’apprezzamento, se sostenuto, cambierà la nostra valutazione del rischio”.

Per Draghi i fattori che possono strozzare la fiducia e ritardare la ripresa non sono solo un euro ai massimi da 15 mesi e le manovre di Paesi come il Giappone per svalutare la propria moneta. La domanda interna debole, la mancata attuazione di riforme e bilanci ancora in perdita potrebbero ancora avere un impatto negativo sulla ripresa.

Migliori, comunque, le prospettive per l’economia rispetto a un anno fa: con il risollevarsi dei mercati finanziari anche gli umori dei consumatori e delle imprese stanno migliorando. I surplus nei Paesi in difficoltà sono in risalita, le esportazioni dovrebbero tornare a crescere e anche l’inflazione, non sembra destare timore.

Non è il caso di rilassarsi però, avverte Draghi. E’ importante continuare a rinforzare le banche dove serve, per permettere alle piccole-medie imprese di riottenere accesso al credito, oggi strozzato.