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Belaid: il lutto e le accuse della famiglia contro Ennahda

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Belaid: il lutto e le accuse della famiglia contro Ennahda

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La famiglia veglia la salma di Chokri Belaid, nella sua casa natale, in un quartiere popolare di Tunisi.

Centinaia le persone venute a rendere omaggio all’oppositore laico assassinato mercoledì.

Un attentato non ancora rivendicato. Ma che per i familiari porta la firma del partito di governo.

“Accuso Ennahda, il ministro dell’interno Ali larayedh e Rached Ganouchi in persona di aver ucciso mio fratello” afferma la sorella di Belaid, “Sono i soli ad averlo minacciato, non ha altri nemici. Non accusiamo nessun altro partito, solo Ennahda, sono loro ad avere ucciso Chokri Belaid.”

Era il capo dei miscredenti, inneggiano intanto alcuni siti islamici. Per molti, l’ennesima prova che Ennahda fomenta l’estremismo.

Il partito nega ogni implicazione e si rimette alla giustizia:

“Ennahda non ha nessun interesse politico ad attaccare un avversario politico”, afferma Mohamed Habib Marzouki, consigliere del Primo Ministro, “Ma se la giustizia scopre le ragioni e dimostra che le accuse sono fondate, allora la legge deve essere applicata”.

Freddato a colpi di pistola davanti alla sua abitazione, Belaid sarà inumato nel cimitero dei Martiri di Tunisi, mentre l’opposizione chiama allo sciopero generale e al lutto nazionale.