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Appello del summit islamico per il dialogo e la pace in Siria

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Appello del summit islamico per il dialogo e la pace in Siria

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Si è chiuso il dodicesimo summit dell’Organizzazione della cooperazione islamica, dominato dalla crisi siriana, tra avversari e fautori del presidente Bashar al- Assad.

Dal Cairo, nessuna sanzione contro Damasco ma un sollecito al dialogo tra opposizione e governo per la fine della repressione e una transizione pacifica.

E poi l’avallo al gruppo di contatto per la Siria: Egitto, Arabia Saudita, Turchia e Iran:

“Speriamo di trovare una soluzione sulla Siria”, ha dichiarato Ali Akbar Salehi, ministro degli esteri iraniano, “Tutti stanno cercando di fermare la violenza, compresa l’opposizione e il mondo intero. Mi auguro che i quattro paesi si incontreranno per stilare almeno una road map”.

“Il permanere della violenza in Siria”, ha commentato Abu Bakr al Kurbi, ministro degl ieesteri yemenita, “non soltanto porterà il paese alla rovina ma influenzerà anche le relazioni tra la Siria e gli altri paesi”.

In quella che è la prima visita al Cairo di un presidente iraniano in 34 anni, Mahmoud Ahmadinejad ha proposto a Mohamed Morsi un’alleanza strategica e persino aiuti economici.

Senza peraltro destare quell’entusiasmo che si aspettava.