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Milano: ancora grave Manzi, fondatore di SOS Racket e Usura

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Milano: ancora grave Manzi, fondatore di SOS Racket e Usura

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È ricoverato in terapia intensiva, al Niguarda di Milano, Frediano Manzi. Il fondatore dell’associazione SOS Racket e Usura si è dato fuoco martedì sera davanti alla sede RAI del capoluogo lombardo. 53 anni ad agosto, Manzi prima di cospargersi di benzina e tentare il suicidio ha consegnato in RAI una lettera in cui motivava il suo gesto come il tentativo disperato di riportare l’attenzione sulle vittime dell’usura. Così Nello Scavo, giornalista de L’Avvenire e autore del libro ‘Di rata in rata’: “Ci sono delle difficoltà oggettive soprattutto per quanto riguarda le famiglie e le piccole imprese poiché non è possibile in Italia accedere al fondo di risarcimento per le vittime di usura se si tratta di privati cittadini o famiglie. È un po’ più facile per le imprese. Purtroppo la più grande parte di vittime di usura in italia, soprattutto in seguito alla crisi economica sono famiglie che non ottengono più credito dalle banche e si rivolgono a questa forma di credito illegale e clandestino”.

A spegnere le fiamme che avvolgevano Manzi un tramviere. Da tempo in una situazione economica disperata e minacciato dalla criminalità organizzata,
Manzi a fine 2011 aveva commissionato due attentati a una della sue attività.