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Il summit islamico al Cairo focalizzato sulla Siria

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Il summit islamico al Cairo focalizzato sulla Siria

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La crisi siriana monopolizza il vertice dell’Organizzazione della cooperazione islamica.

Malgrado la presenza del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, alleato storico di Bashar al Assad, dal Cairo l’appello va alle forze di opposizione siriane affinché, unite, contribuiscano a ristabilire la democrazia.

“Siamo per una soluzione politica che eviti i rischi di divisione geografica ed etnica in Siria, siamo per una transizione rapida e pacifica del potere”, ha dichiarato il ministro degli esteri egiziano, Mohammed Kamel Amr, “Dobbiamo rispondere alle legittime richieste del popolo siriano”.

In agenda anche la colonizzazione israeliana e la questione palestinese, con un richiamo alle promesse fatte e mai mantenute:

“Al summit arabo avevamo deciso di aiutare l’autorità palestinese con 100 milioni di dollari al mese”, ha detto il capo negoziatore per la Palestina, Saeb Ereqat, “ma a tutt’oggi non abbiamo visto questo impegno concretizzarsi”.

Dalla autorità egiziane, anche l’invito a una maggiore cooperazione economica inter-islamica.

Perché, nonostante il petrolio e il gas, il 38 per cento del miliardo e mezzo di musulmani vive ancora in povertà.

“Il vertice islamico entra nel vivo delle sfide e delle trasformazioni in atto in questi paesi”, commenta dal Cairo Mohammed Shaikhibrahim di euronews, “Tra i problemi più importanti: la questione palestinese, la crisi siriana e il dossier iraniano. I partecipanti hanno cercato di trovare una maniera congiunta per superarli, malgrado le diverse visioni politiche”.