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Euro forte, Europa debole. La guerra delle valute è cominciata

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Euro forte, Europa debole. La guerra delle valute è cominciata

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Lo hanno ribattezzato “super euro”, come un eroe dei fumetti. Eppure nella guerra delle valute i parametri sono capovolti: vince l’economia con la moneta più debole perché le merci diventano più competitive all’estero e gli esportatori brindano.

Abbiamo poco da festeggiare dunque se, negli ultimi 3 mesi, l’euro si è rivalutato sulle principali valute straniere. Gli occhi sono ora puntati sul prossimo vertice della Banca centrale europea, nel cui mandato però – va sottolineato – non figura il controllo dei cambi.

Tanto da costringere il presidente francese Francois Hollande, nel suo primo discorso al Parlamento europeo, a chiedere una politica valutaria a medio termine: “Dobbiamo pensare alla posizione della nostra valuta, l’euro, nel mondo. Non può fluttuare in base all’umore del mercato. Un’unione monetaria deve avere una politica di cambio oppure finirà per subire un tasso di cambio che non riflette lo stato reale della sua economia”.

A sparare il primo colpo di cannone era stato il Giappone. Dichiarando guerra alla deflazione che da anni affligge il Paese, il nuovo primo ministro Shinzo Abe ha chiesto alla banca centrale giapponese di allentare in modo deciso le redini della moneta. Risultato: lo yen è ai minimi da 3 anni.

Una politica in linea con quelle della Fed americana e della Banca d’Inghilterra, libere di stampare per svalutare moneta e spingere le loro economie. E l’Europa? Secondo gli analisti un’ulteriore rivalutazione dell’euro potrebbe affossare la ripresa. Ma per una politica dei cambi bisogna convincere la Germania, la quale ha già fatto sapere di essere contraria.