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Mali: i tuareg rivendicano arresti di due alti esponenti jihadisti

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Mali: i tuareg rivendicano arresti di due alti esponenti jihadisti

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L’esercito del Mali mostra i suoi prigionieri, ma è un trionfalismo di facciata: pesa, per le autorità di Bamako, il ruolo politico assunto in questa fase dall’MNLA, il movimento autonomista dei tuareg, che aveva preso il controllo del Nord prima di essere scalzato dai meglio armati jihadisti.

Ora, il procuratore generale maliano parla dei pesci piccoli, fermati dalla popolazione:

“Alcuni di loro sono stati fermati dalla gente, dopo i bombardamenti: avevano su di se armi da guerra, e hanno tutti confessato la loro appartenenza ai movimenti jihadisti”.

Ma i due pezzi da novanta li hanno catturati i tuareg, nel deserto al confine tra Mali ed Algeria: uno ha imposto la Sharia a Timbuktu, e l’altro è responsabile del sequestro di almeno uno degli ostaggi francesi ancora nelle mani dei rapitori, e ora probabilmente nascosti in qualche grotta sull’altipiano degli Ifoghas.

I tuareg dell’MNLA chiedono un negoziato di pace, cosa che a Bamako è stata finora rifiutata. I due prigionieri d’alto livello sono stati consegnati ai francesi, e non ai maliani.