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Crisi: gli Stati Uniti fanno causa a Standard & Poor's

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Crisi: gli Stati Uniti fanno causa a Standard & Poor's

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Cinque anni dopo l’inizio di quella che viene definita la peggior recessione dagli anni trenta, arriva dagli Stati Uniti – là dove tutto era cominciato – un primo tentativo di far emergere le responsabilità: il governo americano ha intentato una causa civile nei confronti di Standard & Poor’s per oltre 5 miliardi di dollari.
 
Grave l’accusa del Dipartimento di Giustizia contro la più grande agenzia di rating del mondo: aver volontariamente minizzato, nei propri giudizi, i rischi legati a quei derivati che avevano alla base i cosiddetti mutui “subprime”. Garantiti, cioè, a debitori non affidabili.
 
Il crollo del mercato immobiliare ha innescato l’effetto a catena e oggi, con l’economia che a malapena si sta riprendendo, si guarda a quei 4 mila miliardi di dollari di titoli che l’istituto, dal 2004 al 2007, aveva ritenuto “affidabili”.
 
Il motivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di non perdere profitti da parte delle banche, cioè i soggetti che emettevano gli strumenti da giudicare.
Inutile i tentativi di negoziare una multa: l’agenzia di rating rifiuta ogni responsabilità. Ma ora dovrà vedersela anche con la California, che, in una causa separata, la accusa di perdite per miliardi di dollari nei suoi fondi pensione.