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Calcioscommesse: choc e prudenza dopo l'inchiesta dell'Europol

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Calcioscommesse: choc e prudenza dopo l'inchiesta dell'Europol

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C‘è prudenza nelle reazioni delle massime istanze calcistiche, dopo gli arresti e l’annuncio-choc dell’Europol sulla più imponente inchiesta di calcioscommesse mai svolta. La UEFA attende gli atti, prima di poter valutare. Buona parte degli elementi di questa inchiesta era già stata sviluppata dagli inquirenti italiani e tedeschi, a Cremona e Bochum, ma quello che sconcerta oggi è la dimensione del fenomeno, come sottolinea il direttore di Europol:

“Abbiamo sempre sospettato che il crimine organizzato tentasse di manipolare il calcio, da anni. Ma qui abbiamo la prima prova reale di quanto sia esteso il fenomeno, e mi preoccupa il significato in termini di minaccia al calcio in Europa”.

Base a Singapore e ramificazioni internazionali, per un’organizzazione criminale che avrebbe truccato oltre 380 partite di calcio in Europa, soprattutto in Germania, Svizzera, Turchia. Altre trecento partite sospette sono state rilevate tra Asia, America Latina e Canada. Per un giro d’affari da oltre sedici milioni di euro.

Marginale questa volta il ruolo dell’Italia: una sola partita figura nell’inchiesta, ed è già inclusa nel fascicolo del pm cremonese Stefano Palazzi, la cui inchiesta tra l’altro ha gli stessi protagonisti, dall’organizzazione di Singapore agli scommettitori zingari.