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Cresce la disoccupazione in Spagna. E i giovani sognano Berlino

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Cresce la disoccupazione in Spagna. E i giovani sognano Berlino

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La tangentopoli spagnola che ha travolto il Partito Popolare del premier Mariano Rajoy non poteva davvero arrivare in un momento peggiore. In coda davanti agli uffici di collocamento a Gennaio sono arrivati 132 mila disoccupati in più. Il totale adesso sfiora i cinque milioni, un numero che potrebbe persino toccare i sei se – come sostengono gli esperti – si tiene conto di quanti non si sono registrati ufficialmente.

Brutto segnale per questa ventitreenne senza lavoro: “Negli altri Paesi è la disoccupazione tra gli over-30 ad essere più alta. Non quella giovanile, perché sono i ragazzi quelli che devono sostenere il Paese”.

Ma in tanti ora sognano di emigrare. In Germania ad esempio: il Goethe Institute di Barcellona ha visto un esplosione di iscritti. Tra questi c‘è Eva Sanchez, laureata in ingegneria, che studia tedesco da due anni e che tra qualche mese lascerà il Paese: “Non posso stare qui e fare qualcosa di diverso da quello per cui mi sono preparata. Ho studiato per cinque anni, i miei genitori hanno investito soldi, e tutto per niente”.

La ventunenne Eva appartiene a quella fascia di disoccupati tra i 14 e i 25 anni che in Spagna ha raggiunto il 60%. Tenendo conto delle altre fasce d’età, nell’ultimo trimestre del 2012 il tasso ha toccato il 26% oltre una persona su quattro. E lo scandalo dei pagamenti in nero – dopo che il Paese è stato strozzato dalle misure di austerity – sembra aggiungere al danno la beffa.