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Mali: Hollande "la guerra non è finita"

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Mali: Hollande "la guerra non è finita"

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La guerra in Mali non è finita. Parola di François Hollande. Il presidente francese arriva a Timbuctu a tre settimane dall’inizio dell’offensiva guidata da Parigi contro i gruppi islamisti che occupavano il nord.

Accolto come un eroe, ha ricevuto in dono un cammello, come segno di riconoscenza.

Le autorità maliane vogliono ritrovare la loro integrità territoriale, ha spiegato il capo dell’Eliseo, svelando il vero obiettivo della sua visita: garantire il contributo delle forze internazionali per portare a termine l’operazione avviata dalla truppe di Parigi.

Una prima risposta è arrivata da Berlino. Il governo tedesco ha dato il via libera all’invio di 40 addestratori militari.

Nel centro di Timbuctu, centinaia di persone si sono radunate per ringraziare la Francia. La città è stata posta sotto massima sorveglianza.

“Siamo orgogliosi. Dio benedica la Francia – dice davanti alle telecamere un abitante della città appena liberata – La Francia ha salvato tutto il mondo, non solo il Mali. François Hollande ha fatto bene, perché, grazie a lui, siamo di nuovo liberi”.

Hollande, insieme a tre ministri del governo, i titolari di Esteri, Difesa e Sviluppo, ha incontrato i militari impegnati nell’operazione per poi far visita alla famosa moschea di fango e la biblioteca Ahmed Baba, data alla fiamme dai jihadisti in fuga. Con lui il direttore generale dell’Unesco.

La sua visita in Mali si è conclusa a Bamako con un colloquio con il suo omologo maliano Dioncounda Traore.