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Spagna: corruzione, il partito popolare nelle bufera

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Spagna: corruzione, il partito popolare nelle bufera

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La Spagna s’interroga e s’indigna sulla vicenda dei fondi neri al partito popolare. Le rivelazioni della stampa hanno risvegliato la rabbia di chi è oppresso dalla disoccupazione e dalle misure di austerità. 
Dirigenti del PP sono sospettati di essere stati i destinatari per anni di donazioni non dichiarate di diverse imprese private.
 
El Mundo ha svelato l’affare il 16 gennaio, riprendendo i documenti pubblicati da El Pais. Un fatto raro che il quotidiano conservatore abbia rilanciato informazioni del giornale di opposto orientamento politico. 
 
I conti con i nomi dei destinatari sarebbero stati redatti a mano da due tesorieri del partito tra il 1990 e il 2008. Tra i beneficiari dei presunti pagamenti l’attuale segretaria generale del PP, Maria Dolores de Cospedal, e il presidente del governo, Mariano Rajoy.
 
Documenti stilati in particolare da Luis Barcenas che ha dato il nome alla vicenda giudiziaria. Sollevato dall’incarico di tesoriere nel 2009 dopo essere stato coinvolto in un affare di finanziamenti illegali, avrebbe fatto transitare 22 milioni di euro su un suo conto svizzero.
 
Una bomba per il partito al potere, in un momento in cui la credibilità dei politici è in grave crisi. La sinistra e chi manifesta chiede le dimissioni di Rajoy.
 
Il primo ministro respinge le accuse. “C’erano persone che militavano nel partito e che ora non ne fanno più parte. Io posso solo dire che se venissi a sapere della minima irregolarità o condotta inappropriata da parte di militanti del nostro partito non esiterei a prendere provvedimenti”.
 
Rajoy avrebbe ricevuto circa 25mila euro all’anno per undici anni sotto forma di pagamenti trimestrali o semestrali. Lo scandalo coinvolgerebbe soprattutto immobiliaristi e imprese di lavori pubblici. Si tratterebbe di commissioni versate in pieno boom del mercato dell’edilizia negli anni 2000, in cambio di appalti pubblici. 
 
La vicenda chiama in causa la solidità della legge sui finanziamenti dei partiti: il 70 per cento delle donazioni della lista Barcenas la infrangerebbe, perché di un importo superiore a quello autorizzato o perché proveniente da imprese o persone cui è vietato finanziare i partiti.