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HRW: diritti umani sempre peggio in Russia  

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HRW: diritti umani sempre peggio in Russia  

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Con Putin, la peggior repressione dei diritti umani da vent’anni a questa parte, cioè dalla caduta del blocco sovietico: lo afferma Human Rights Watch, nel corso della presentazione del rapporto sulle violazioni dei diritti uumani nel mondo.
 
Nel 2012, dopo il ritorno di Vladimir Putin alla presidenza della federazione russa, il suo partito ha adottato in Parlamento una serie di leggi che impongono restrizioni considerevoli alla società civile, dicono tra l’altro i dirigenti dell’ONG che ha sede a New York.
 
“Da un decennio, sin dalle cosiddette ‘rivoluzioni colorate’, le autorità russe hanno cercato di marginalizzare, demonizzare, discreditare i politici dell’opposizione, gli attivisti per i diritti umani, le organizzazioni della società civile, e l’opposizione politica in generale”, dice la vice direttrice di Human Rights Watch per l’Europa orientale.
 
Tra le norme controverse citate, quella adottata in giugno per pesanti sanzioni contro chi partecipa a manifestazioni non autorizzate; una approvata in novembre, che obbliga le associazioni con finanziamenti esteri a registrarsi come “agenti stranieri”; e la legge in discussione in questi giorni, che vieta la promozione dell’omosessualità.