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Gas. Russia-Ucraina: nuovo braccio di ferro

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Gas. Russia-Ucraina: nuovo braccio di ferro

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Il gioco del tiro alla fune sul gas tra Russia e Ucraina ricomincia. E Kiev fa la voce grossa: alla richiesta di pagamento di 7 miliardi di dollari da parte di Gazprom, il governo ucraino risponde niet. La fattura rappresenta secondo Mosca il mancato incasso sulla base degli accordi stipulati nel 2009.

Eduard Stavytskyi, Ministro dell’Energia ucraino: “L’Ukraina ha pagato per il gas ricevuto. Non ci sono dubbi in merito. Riguardo la richiesta di Mosca gli avvocati ci stanno lavorando e forniremo un’adeguata risposta. Sono certo che incontreremo un terreno d’intesa con i colleghi russi”.

Lo scontro potrebbe essere letto nel contesto del nuovo contratto firmato da Kiev con Shell per le trivellazioni nell’Est del Paese alla ricerca di nuovi giacimenti di gas.

E dietro a quella che formalmente è una semplice vertenza tra due compagnie energetiche, Gazoprom e Naftogas, si nasconde secondo gli esperti il tentativo da parte del Cremlino di non lasciare che Kiev esca dal giardino della sua influenza geopolitica.

“Il governo russo è preoccupato del fatto che l’Ukraina ritardi la propria decisione sulla possibilità o meno di entrare a far parte dello Spazio Economico Comune assieme a Russia, Bielorussia e Kazakistan, un elemento strategico per Mosca che spera questo avvenga entro l’anno” spiega Volodymyr Omelchenko, esperto ucraino.

Nel frattempo è un dato di fatto che l’Ucraina stia battendo tutte le piste possibili per emanciparsi il più possibile dalla dipendenza energetica dalla Russia. E il nuovo braccio di ferro sarebbe un tentativo di Mosca di alzare il prezzo per la vendita del gas.