ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Mali: cos'è l'operazione Servalo?

Lettura in corso:

Mali: cos'è l'operazione Servalo?

Dimensioni di testo Aa Aa

Inizialmente è soltanto Parigi, antica potenza coloniale, che decide d’intervenire militarmente in Mali lo scorso 11 gennaio. L’operazione Servalo, dal nome di un felino africano che vive nelle zone desertiche, ha il compito di bloccare l’avanzata dei jihadisti verso la capitale maliana Bamako e proteggere i francesi e gli europei. Al fianco dei francesi soltanto i maliani, male equipaggiati e ancor peggio addestrati.
Gli alleati europei vogliono starne fuori. Madrid ha concesso solo il diritto di sorvolo sul proprio territorio, come la stessa Algeria. Supporto strettamente logistico e di trasporto truppe arriva da Washington.
Gli ufficiali americani però lo ripetono in ogni occasione: “Gli Stati Uniti offriranno solo logistica e intelligence. Non combatteremo”.
Ancora oggi in Mali non ci sono che soldati francesi. Sono circa 3500. 2000 sono soldati africani.
Parigi non vede l’ora di passare il controllo delle operazioni alle truppe africane della Misma. La gran parte degli effettivi arriveranno dai paesi della zona. Il contingente più grosso è quello chadiano con circa 2000 effettivi.
Spiega uno dei responsabili delle forze africane: “Il dispiegamento sarà graduale. Prima ci sarà il contingente nigeriano seguito da quello togolese, dal burkina faso, da quello nigerino e così via”.
Oltre al Senegal ci saranno anche Guinea e Costa d’avorio ma i contingenti più numerosi saranno quelli di Abuja e N’djamena rispettivamente con 1200 e 2000 effettivi.
Le truppe hanno già cominciato a disporsi sul territorio come in questo caso con un contingente nigeriano che ha attraversato la frontiera lunedì scorso.
Il numero di effettivi della Misma sarà di circa 8500 soldati. Poco meno di altri 6900 dovranno arrivare. Circa 2000 sono già stati dislocati nelle zone del conflitto. Il costo stimato dell’operazione sarà di 740 milioni di euro.
Il problema sarà quello di trovare i fondi e formare le truppe che dovrebbero controllare un territorio grande tre volte la Spagna con il rischio di giocare a rimpiattino con un nemico invisibile, i jihadisti, capaci di camuffarsi o nascondersi fra le montagne alla frontiera con l’Algeria.