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Il "soldato" Kerry corona la sua carriera

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Il "soldato" Kerry corona la sua carriera

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Finalmente il coronamento della carriera per il “soldato” John Kerry. Dopo una netta sconfitta come candidato presidenziale contro George Bush, a 69 anni diventa capo della diplomazia americana al posto di Hillary Clinton.
Un atto quasi dovuto. È la ricompensa attesa dopo un indefesso sostegno al presidente Barack Obama.
Eppure presidente Kerry avrebbe potuto diventarlo lui stesso se la sua candidatura non si fosse infranta nel 2004 contro il repubblicano Bush. Lo stesso anno, dopo la sconfitta, incontra Obama e sceglie un ruolo più defilato forse perché capisce di essere un podista più che un centometrista. E in quello stesso anno che decide di puntare su di un giovane e pressoché sconosciuto senatore dell’Illinois. Quell’uomo è proprio Barack Obama.
E nel 2008 Kerry spera davvero di diventare segretario di stato, ma Obama preferirà il tandem con l’ex avversaria Clinton. Kerry accetterà di ripiegare sulla presidenza della commissione affari esteri al senato.
Un soldato fedele alla causa, come durante il servizio militare. Il giovane Kerry va volontario in Vietnam a 24 anni e ritorna coperto di medaglie convinto però, che dal pantano vietnamita bisognerebbe uscire rapidamente.
Il lavoro di Kerry si è spesso svolto nell’ombra, percorrendo il pianeta e incontrando i potenti della terra, tessendo alleanze con una capacità diplomatica che sostenitori e avversari gli riconoscono unanimi.
Israele, Gaza, il Pakistan, la Siria, e ancora l’Afghanistan. Kerry in questi anni è stato in tutti i luoghi caldi del mondo, sempre privilegiando l’opzione diplomatica con il sogno di dirimere la matassa israelo-palestinese e riuscire dove i predecessori hanno fallito. Al suo fianco la moglie Teresa Heinz, erede dell’impero della salsa ketchup che porta il suo nome. Una coppia inossidabile seconda solo a quella presidenziale Barack-Michelle.