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Ciclismo: guerra aperta tra AMA e UCI

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Ciclismo: guerra aperta tra AMA e UCI

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Sul caso Armstrong è guerra aperta tra l’Agenzia mondiale antidoping e l’Unione ciclistica internazionale. Quando sembrava che tutti fossero d’accordo con l’istituzione di una commissione indipendente per indagare sulle accuse di complicità rivolte all’UCI dall’Agenzia antidoping statunitense, il presidente dell’Unione ciclistica internazionale ha deciso di liquidare la commissione, annunciando al suo posto una commissione definita di’ verità e riconciliazione’.
“Spero che questa lezione – ha dichiarato il presidente dell’UCI Pat McQuaid – la verità e il processo di riconciliazione possano dare ai giovani corridori un panorama completamente diverso in modo da competere in modo pulito nei prossimi anni”.

L’Agenzia mondiale antidoping ha negato, dal canto suo, qualsiasi tipo di accordo con l’Uci per la creazione di una simile commissione, sostenendo invece di sentirsi vittima di un inganno. Indipendentemente dalle reciproche accuse, se dovesse essere confermato che l’UCI era a conoscenza dell’uso di doping, il ciclismo stesso potrebbe essere radiato dagli sport olimpici.