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Mali: nel nord liberato è caccia ai jihadisti nascosti

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Mali: nel nord liberato è caccia ai jihadisti nascosti

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Nel nord del Mali è l’ora delle rappresaglie. A Gao, liberata della truppe franco-maliane dopo 10 mesi di occupazione islamista, milizie armate di giovani vanno alla ricerca dei collaboratori e degli ex membri di Ansar Dine.

L’esercito lascia fare e interviene solo per prendere in custodia i prigionieri.

“Sono jihadisti, sono jihadisti – dice Abdul Karim Samba, il portavoce della milizia che si è data il nome di ‘Patrollers of Gao’ – Sono gli islamisti che si erano nascosti nelle loro case. Noi li scoviamo e li consegnamo ai militari”.

I contingenti nigeriano e ciadiano presidiano il centro di Gao per impedire che i ribelli possano fuggire.

Da Timbuctu, l’ultima città sottratta ai fondametalisti, arrivano immagini di festa all’ingresso dei militari in città. Ma si moltiplicano le notizie di negozi gestiti da arabi presi d’assalto, distrutti e saccheggiati. Azioni di vendetta, ma anche di necessità per molti, a causa della carenza di cibo.

L’occupazione jihadista lascia danni irreparabili al patrimonio culturale di Timbuctu: prima di fuggire i fondamentalisti hanno dato fuoco all’Istituto Ahmed Baba, che custodiva manoscritti secolari, alcuni risalenti al 1200.