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Il WTO sceglie il nuovo direttore. Ma che ruolo avrà nel futuro?

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Il WTO sceglie il nuovo direttore. Ma che ruolo avrà nel futuro?

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E’ partita la corsa alla direzione generale del WTO. I rappresentanti dei 157 paesi membri sono riuniti nella sede Ginevra per un fitto calendario di audizioni.

Chi subentrerà a Pascal Lamy? Il francese lascia le redini dell’organizzazione mondiale del commercio al termine di due intensi mandati quadriennali.

Dopo i quali, secondo molti diplomatici, toccherebbe ora ad un esponente di un paese in via di sviluppo assumere il ruolo-guida.

Favoriti, per ragioni geopolitiche, i candidati dell’Africa e dell’America Latina.
In tutto 9 i “papabili”. Tra di loro ci sono 3 donne.
Ma quale sarà il ruolo del WTO nel futuro di fronte agli scenari della crisi globale e nel più ampio scacchiere dell’economia planetaria?

Al centro della mission del WTO restano i negoziati commerciali, il superamento delle controversie, l’impulso alla crescita, l’apertura dei mercati e la rimozione delle barriere che ostacolano il libero scambio comprese le sovvenzioni, le tasse eccessive e regolamenti-capestro.

Negli ultimi anni, il commercio mondiale ha avuto un andamento altalenante. I numeri descrivono un crollo devastante tra il 2010 e il 2011.
Le previsioni sui dati definitivi del 2012 continuano a tracciare una parabola discendente con una ripresa sostanziosa, ma ancora ben lontana dai vecchi fasti, per il 2013.

Le nuove sfide riguardano la superpotenza commerciale cinese, sospinta da una grande capacità manifatturiera e le ambizioni di tutto il Sud est asiatico. Con un’attenzione forte, tuttavia, anche alle condizioni del lavoro.
E all’impatto del commercio sull’ambiente.

E poi c‘è la grande partita dell’agricoltura, con i nodi da sciogliere sull’agenda Doha, anche rispetto al futuro dei paesi più poveri. La scommessa del negoziato multilaterale deve essere ancora vinta.

E il nuovo direttore generale del WTO non potrà ignorarla.