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Egitto nell'instabilità, politica non trova soluzione

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Egitto nell'instabilità, politica non trova soluzione

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La politica egiziana fatica a trovare una via d’uscita – se non quella militare – a una situazione che rischia di minare i fragili equilibri di un Paese che solo due anni fa ha conosciuto la destituzione del regime che lo aveva governato per 30 anni.

“I problemi politici e sociali sono una minaccia per la sicurezza – ha detto il ministro della difesa, il generale Abdel Fattah al-Sisi – se la situazione prosegue senza soluzione, ci saranno gravi conseguenze per la stabilità”.

L’appello al dialogo del presidente Mohamed Morsi non è stato raccolto dall’opposizione. E mentre il coprifuoco imposto nei tre governatorati del Canale di Suez è stato prontamente violato, anche al Cairo lunedì sera sono continuate le violenze.

“Abbiamo visto della gente che stava assaltando l’ingresso dell’Intercontinental Hotel – racconta uno dei manifestanti – per questo siamo andati subito dalla polizia a denunciare il fatto. Gli agenti sono arrivati e hanno respinto gli assalitori con il gas”.

Anche il turismo – che solo due anni fa aveva portato all’Egitto un fatturato di nove miliardi e mezzo di euro, e si stava lentamente riprendendo dopo la Primavera araba – è tornato a sprofondare nella crisi: gli oltre 14 milioni e mezzo di turisti del 2010 sono un miraggio. E lo resteranno, finché nel Paese non sarà garantita la sicurezza.