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Colore per passione. Retrospettiva Joel Meyerowitz al MEP di Parigi

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Colore per passione. Retrospettiva Joel Meyerowitz al MEP di Parigi

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Secondo Paul Strand “colore e fotografia non hanno nulla in comune”. Per Walker Evans addirittura “il colore tende a corrompere la fotografia”. Forse meno categorico Henri Cartier-Bresson che si limitava a dire che la fotografia a colori aveva una “gamma troppo limitata di toni”.

Tutti maestri assoluti della fotografia. Tutti giudizi espressi prima che s’affermasse e s’imponesse la potenza, la rivoluzione del colore portata, in primis, da un altro maestro dello scatto: William Eggleston. Ma il raffinato artista di Memphis è stato in buona compagnia nel non ascoltare le stroncature dell’Olimpo della pellicola: per convizione dopo, per incoscienza giovanile prima.

E proprio la leggerezza e l’entusiasmo dei vent’anni furono la spinta per quello che doveva diventare un altro dei pilastri della fotografia a colori: Joel Meyerowitz. “Ero un ragazzo di strada tra i palazzi del Bronx, immerso nella relazione tranquilla con l’energia e la spontanea follia della vita per le strade della città” racconta Meyerowitz. “Quando avevo una ventina d’anni il padrone dell’agenzia di comunicazione in cui lavoravo mi mandò in centro a seguire un fotografo per una campagna pubblicitaria. Si chiamava Robert Frank ma io, all’epoca, non avevo la minima idea di chi fosse”. Quel fatidico incontro, nel 1962, fa scoppiare in Meyerowitz la passione per lo scatto. Comincia a fotografare, da subito a colori per il semplice fatto che gli capita tra le mani una pellicola a colori, all’epoca ancora considerata merce per le masse dei dilettanti.


Retrospettiva Joel Meyerowitz



Ora la Maison Européenne de la Photographie, a Parigi, dedica una mostra retrospettiva al lavoro di Joel Meyerowitz, classe 1938. Dagli scatti per le strade del Bronx fino al lavoro su Ground Zero. Immagini a colori messe a confronto con quelle scattate in bianco e nero, a creare un percorso che va dagli anni Sessanta fino ad oggi. L’esposizione è aperta fino al 7 aprile. Nota ai naviganti: appese alle pareti sempre un po’ troppo anguste dello spazio parigino troverete solo stampe digitali…

Foto e testo: © Andrea Neri