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Mali, in pericolo un Patrimonio dell'Umanità


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Mali, in pericolo un Patrimonio dell'Umanità

La “meravigliosa” o la “regina del deserto”: così è chiamata Timbuctu, la città del Mali Patrimonio dell’Umanità per le sue antiche moschee, per i 700mila manoscritti e codici medioevali. Conta ‘‘16 cimiteri e mausolei’‘ risalenti alla prima fase di islamizzazione dell’Africa. Secondo la credenza popolare rappresentano “la barriera che protegge la città da tutti i pericoli’‘.

Una barriera che non ha potuto nulla contro la “furia distruttrice assimilabile a un crimine di guerra’‘: così il governo del Mali aveva definito la distruzione dei santuari nel giugno scorso da parte dei combattenti del gruppo jihadista Ansar Dine, perché in contrasto con gli insegnamenti della legge islamica.

Una furia che si è abbattuta anche su Timbuctu dove sono stati ridotti in polvere tre mausolei dopo che l’Unesco aveva deciso di inserire il sito tra i Patrimoni dell’Umanità in pericolo.

Diversi appelli sono stati lanciati dal direttore generale dall’agenzia Onu Irina Bokova: “Siamo molto preoccupati delle distruzioni che stanno avvenendo in Mali. Ci sono mausolei, moschee, manoscritti dal valore inestimabile.”

A Timbuctu, importante centro di diffusione culturale, si conservano quasi 100 mila manoscritti che risalgono al periodo anteriore all’Islam e conservati per secoli: trattati che vanno dalla musica al commercio.

La città ai bordi del Sahara è il cuore dei grandi incroci carovanieri. Per la sua posizione sul tronco più settentrionale del gran fiume Niger fu il principale punto di convegno nello scambio delle merci. A dorso di cammello, con spezie e tessuti, viaggiavano anche biblioteche ricche di trascrizioni del Corano e di pregiate opere.

“I nomadi sono delle biblioteche ambulanti”, dice Ali Ould Sidi,di “Missione culturale”, ufficio pubblico sotto l’autorità del Ministero della Cultura del Mali.“Mettono i manoscritti in sacchi di pelle e scavano delle buche dove custodirli. Dopo due o tre mesi, fanno ritorno e dato che conoscono molto bene il territorio, riescono a ritrovarli. In qualche caso i manoscritti sono salvi, in condizioni penose.”

Senza questi manoscritti, gli “uomini dei libri” perderebbero la loro vera ricchezza, per difendere la quale combattono da secoli.

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