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Incendio discoteca, il Brasile piange le vittime: fermate quattro persone

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Incendio discoteca, il Brasile piange le vittime: fermate quattro persone

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A Santa Maria, nel sud del Brasile, si sono celebrati i funerali di alcune decine delle oltre 230 vittime dell’incendio alla discoteca Kiss.

I primi a essere sepolti sono stati due fratelli di 20 e 17 anni, che solo all’ultimo momento avevano deciso di recarsi nel locale, divenuto una trappola mortale nella notte tra sabato e domenica.

Giovani che, come la maggior parte delle vittime e del centinaio di feriti, stavano assistendo all’esibizione di una band. Molti di loro studiavano nelle diverse università locali.

“C’erano tantissimi studenti del mio ateneo – racconta Neri Paniss, professore all’Università federale di Santa Maria -. Non ci mancheranno solo ora, in questo triste momento, ma ogni giorno”.

Intanto, si è consegnato alla polizia Mauro Hoffmann, uno dei soci della discoteca dove è avvenuta la tragedia: era ricercato per omicidio colposo. Già in stato di fermo per lo stesso capo d’accusa l’altro titolare del Kiss, Elissandro Spohr, e due membri della band che stava suonando nel locale, cui si attribuisce l’origine del rogo.

“Tutto era regolare”, affermano i due soci attraverso i loro avvocati. Ma i permessi della discoteca sarebbero scaduti l’estate scorsa, e ad alimentare i sospetti c‘è anche la scomparsa delle immagini delle telecamere a circuito chiuso.

Nel Brasile sotto shock sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale. E in vista dei Mondiali 2014, anche fuori dal Paese ci si interroga sulla sicurezza delle strutture aperte al pubblico nel Paese.