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Ancora scontri in Egitto, l'opposizione rifiuta il dialogo

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Ancora scontri in Egitto, l'opposizione rifiuta il dialogo

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Resta alta la tensione in Egitto, dove il governo ha deciso di ricorrere alla legge d’emergenza estendendo i poteri dell’esercito, incluso quello di arrestare civili in caso di problemi di ordine pubblico.
 
Al Cairo gli scontri di lunedì hanno fatto almeno una vittima. Le violenze erano cominciate venerdì, in occasione del secondo anniversario delle rivolte anti-Mubarak.
 
Nessun successo ha avuto intanto l’iniziativa del presidente Mohamed Morsi, che aveva lanciato alle opposizioni un invito al dialogo.
 
“Il dialogo chiesto dal presidente è di facciata, non sostanziale – spiega il leader del Fronte di salvezza nazionale, Mohamed El-baradei - non ci sarà alcuna negoziazione senza un ordine del giorno e una tabella di marcia”. 
 
I soldati pattugliano le strade di Suez, dove Morsi ha imposto il coprifuoco notturno così come a Ismailyia e Port Said, le altre città sul canale teatro degli scontri più violenti degli ultimi giorni. Un coprifuoco che i manifestanti si sono detti però pronti a trasgredire.