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Egitto: sale il numero delle vittime dopo gli scontri a Port Said 

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Egitto: sale il numero delle vittime dopo gli scontri a Port Said 

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Non si ferma la violenza in Egitto.
 
Sono almeno 32 le persone rimaste uccise, tra le quali due uomini delle forze dell’ordine, durante le proteste a Port Said a seguito della decisione della Corte d’Assise egiziana di condannare a morte 21 dei tifosi incriminati del massacro avvenuto nello stadio del Cairo.
 
Gli spari risuonano ovunque, mentre i manifestanti assaltano i commissariati e i negozianti abbassano precipitosamente le saracinesche. La città oggi è in stato di assedio con i militari in assetto anti sommossa che presiedono la città, come ci racconta l’inviato di Euronews,
 
“ Siamo all’ingresso principale della città di Port Said, dove i militari egiziani controllano tutti i punti di ingresso. Abbiamo faticato a raggiungere il centro della dato che è stato dichiarato zona militare”
 
Non appena la richiesta delle condanne e’ stata pronunciata e‘ esplosa la gioia incontenibile dei parenti delle vittime e dei migliaia di ultras assiepati dentro e fuori l’aula bunker dell’accademia di polizia al Cairo. Con il passare delle ore pero’ gli attivisti hanno cominciato ad accusare i giudici di avere emesso una sentenza politica, per placare la rabbia degli ultras senza però incolpare i veri responsabile delle forze dell’ordine. Le condanne a morte di Port Said, la cui durezza e’ arrivata inaspettata anche per 21 degli imputati, hanno scatenato la rabbia dei parenti e dei sostenitori degli accusati, che hanno tentato di assaltare la prigione della citta’, con un bilancio di
più di 300 feriti, molti da arma da fuoco … e morti, oltre 30, tra cui due giocatori della squdra locale 
 
“Senza dubbio, si spara per uccidere la gente. Il loro obiettivo è quello di sbarazzarsi di tutti quelli che erano dall’altra parte”
 
“Noi chiediamo l’indipendenza, non vogliamo più far parte di Egitto , vogliamo Port Said come stato indipendente”
 
Inquietudine per gli scontri arriva anche da Bruxelles dove la rappresentante della
diplomazia della Ue, Catherine Ashton, ha espresso sabato la sua ‘‘grande inquietudine’‘ ed ‘‘esorta le autorita’ egiziane a riportare la calma e l’ordine e invita tutte le parti alla moderazione, nell’interesse del paese in questo periodo delicato della sua transizione democratica’‘