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Morti e feriti in Egitto nel secondo anniversario della rivoluzione

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Morti e feriti in Egitto nel secondo anniversario della rivoluzione

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Disordini, scontri, centinaia di feriti, e ora anche morti. Il secondo anniversario della rivoluzione che ha provocato la caduta di Hosni Mubarak ha portato in piazza migliaia di persone in tutto l’Egitto.

A Il Cairo i manifestanti hanno cercato di forzare le barriere di filo spinato che proteggono il palazzo presidenziale. Le forze dell’ordine hanno risposto con gas lacrimogeni, scagliandosi anche sull’accampamento che ormai da mesi è allestito nelle vicinanze.

Ma è a Suez che si registra il bilancio più grave, con almeno sei morti negli scontri che si sono verificati quando i manifestanti hanno cercato di assalire la sede del governatorato. Secondo alcune testimonianze, la polizia avrebbe sparato prima proiettili di gomma, poi pallottole vere.

Scontri si sono verificati anche ad Alessandria, dove i manifestanti sono scesi in piazza con l’obiettivo di ridare vita a una rivoluzione che dicono non aver raggiunto gli obiettivi prefissati. “Siamo stanchi – dice un manifestante -. Da quando è iniziata la rivoluzione, non è cambiato nulla e non si vive bene. Anzi, a dire la verità, le cose sono peggiorate”.

I manifestanti hanno lanciato pietre contro il quartier generale dei Fratelli Musulmani a Sharqiya, la città natale del presidente Morsi, che accusano di avere tradito la rivoluzione.