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Ancora scontri in Egitto nel giorno dell'anniversario della rivoluzione

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Ancora scontri in Egitto nel giorno dell'anniversario della rivoluzione

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“Morsi, vattene, Morsi vattene!” ripetono i manifestanti.

Rimane alta la tensione in Egitto.

Queste bombolette vuote di lacrimogeni e i bossoli delle munizioni sono i detriti lasciati nella notte dopo i duri scontri con la polizia.

E’ l’anniversario della rivolta che spodestò Hosni Mubarak al potere da decenni. Ma il suo successore è profondamente impopolare.

Il Presidente Mohamed Morsi si trova ad affrontare oggi la voce del suo popolo che gli chiede di realizzare le promesse fatte durante la rivoluzione.

“Siamo scesi in piazza per esprimere i nostri voti, ma abbiamo fatto un errore quando abbiamo scelto il male. La nostra rivoluzione non è per la distruzione, la nostra rivoluzione è per far si che l’Egitto e le sue generazioni siano felice. Le nostre richieste sono: dignità, umanità e uno stipendio decoroso, noi non abbiamo bisogno di vivere nelle ville”

La primavera araba iniziata a Tunisia e poi diffusasi in Egitto, Libia e Siria ha aperto una nuova frontiera di speranza.

Ma gli egiziani si dicono oggi frustrati dal non vedere sfruttate le possibilità di un vero cambiamento ad una vera democrazia.