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Israele:trattative per una coalizione di governo, dopo il pareggio elettorale

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Israele:trattative per una coalizione di governo, dopo il pareggio elettorale

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Rischia di essere una vittoria di Pirro, per Benjamin Netanyahu: all’indomani delle legislative il Likud alleato con Beitenu ha perso un quarto dei seggi, ma resta il principale gruppo con 31 deputati. Per questo ci si aspetta che il presidente, Shimon Peres, conferisca a Netanyahu l’incarico di formare il nuovo governo. Il premier uscente ha subito proposto una coalizione ai centristi di Yesh Atid, guidati da Yair Lapid, noto presentatore televisivo.
I centristi sono giunti secondi, con 19 deputati: in cambio dell’accordo, Lapid chiede soprattutto la fine dell’esonero dal servizio di leva per gli ebrei ortodossi, cosa che Netanyahu è pronto a concedere. Sul resto, non sembrano esserci problemi:

“Non penso che Lapid voglia creare problemi a Netanyahu in politica estera, perché praticamente tutti sono d’accordo sul fatto che prima o poi qualche forma di negoziato si aprirà”, dice un analista.

Il problema rischia di essere la governabilità: le elezioni hanno disegnato un Parlamento diviso in due blocchi paritari, con 60 seggi ciascuno. L’opposizione laburista cerca di preparare una propria coalizione di governo, ma al momento appare improbabile che riesca a trovare una maggioranza.

Il centro-destra con i centristi, dal canto suo, resta minoritario, e avrà bisogno di allargare la coalizione agli ultra-ortodossi: probabilmente quelli di Focolare Ebraico, con i cui undici seggi si arriverebbe a una maggioranza, anche se per un solo deputato.