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Fmi: cauto ottimismo sulla crescita mondiale. Ma resta l'incognita eurozona

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Fmi: cauto ottimismo sulla crescita mondiale. Ma resta l'incognita eurozona

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Il rimbalzo dell’economia mondiale? Solo dal 2014, perché quest’anno a fare da zavorra ci sarà l’eurozona. Il Fondo Monetario Internazionale lima al ribasso le stime di ottobre ma conferma una crescita del Pil mondiale del 3,5% nel 2013 e del 4,1% l’anno successivo. Dati contenuti nel rapporto sulle prospettive economiche mondiali presentato dall’organizazione di Washington.

Impietoso il confronto con le altre economie avanzate: nonostante il nodo del tetto del debito da alzare, quest’anno gli Stati Uniti dovrebbero crescere del 2%; e se Giappone e Regno Unito si assesteranno intorno all’1%, i Paesi dell’area euro resteranno al palo con un calo dello 0,2%.

“Un grande rischio verso il basso per le prospettive globali”, commenta il rapporto. Il quale, pur riconoscendo i passi avanti nelle politiche dei governi europei, avverte: il ritmo delle riforme continui o la ripresa sarà ancora più lenta.

Il pericolo tocca in particolare Paesi come l’Italia: nel 2013 l’FMI prevede una contrazione dell’1% in linea con quanto annunciato da Bankitalia. E l’anno seguente la stima di crescita è anche più bassa: 0,5% contro lo 0,7% pronosticato da via Nazionale.