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Nel racconto dei sopravvissuti la strage di In Amenas

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Nel racconto dei sopravvissuti la strage di In Amenas

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La strage di In Amenas, in Algeria, ora è tutta nelle parole dei sopravvissuti, tecnici e operai specializzati provenienti da diversi paesi.

Per tutti loro un evento che resterà scolpito nella memoria, insieme alla paura di non farcela a salvarsi la vita.

Ecco il racconto emozionato del rumeno Liviu Floria.

“Insieme ai colleghi siamo entrati nell’ufficio. Abbiamo chiuso la porta e ci siamo nascosti sotto la scrivania, al buio, cercando di capire che stava accadendo. Potevamo sentire colpi di arma da fuoco, grida e rumori. Tre minuti dopo le truppe erano schierate. Tre minuti: la differenza tra la vita e la morte”.

Stessa emozione nelle parole di un tecnico filippino, già rientrato a Manila. Catturato dagli assalitori, è stato usato anche come scudo umano. Approfittando del trambusto di una esplosione è riuscito a mettersi in salvo.

“I terroristi hanno innescato l’esplosivo C4 dentro la nostra macchina. Volevo provare a scappare, poi ho visto arrivare i militari, cosi ho provato a gettarmi a terra cercando di strisciare verso di loro. Mi sento come se fossi nato di nuovo, perché mentre cercavo di allontanarmi mi sparavano addosso”.

Oltre a lui, anche un altro filippino è finito nelle mani dei rapitori.