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Militanti gay aggrediti e picchiati a Mosca

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Militanti gay aggrediti e picchiati a Mosca

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Militanti omosessuali aggrediti a Mosca nel giorno dei baci, effusioni di protesta davanti alla Duma che progetta di estendere a tutta la Russia una legge considerata omofoba.

Il testo prevede sanzioni fino a 12 mila 500 euro per atti non meglio specificati che promuovano l’omosessualità così come la pedofilia.

Anche un semplice bacio in pubblico può costare caro: “La legge non definisce assolutamente la propaganda gay, e la ragione è comprensibile, visto che non c‘è propaganda gay”, spiega Elena Kostyuchenko, militante per i diritti gay e giornalista della Novaya Gazeta, “nella legge è scritto che qualsiasi informazione relativa a rapporti coniugali non tradizionali è da considerarsi propaganda”.

Violenta la reazione di alcuni religiosi ortodossi.
In Russia l’omosessualità era considerata una malattia mentale fino al 1991 e un crimine fino al 1993.

“Mosca non è Sodoma. Siamo qui per sostenere le persone normali e sane”, ribatte Oleg, attivista ortodosso, “che vogliono creare famiglie ortodosse stabili allevare i loro figli nello spirito delle tradizioni ortodosse, della fraternità e dell’unità popolare”.

La polizia ha fermato 5 degli aggressori, mentre la Duma ha deciso per ora di posticipare il voto.