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Israele, la destra che va forte

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Israele, la destra che va forte

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Un “nuovo Israele” contrario alla creazione di uno Stato palestinese. Questo l’obiettivo di Naftali Bennett, il milionario leader del partito di ultradestra ‘Jewish Home Party’. Gli ultimi sondaggi danno il suo movimento al secondo posto. Numeri che preoccupano il premier Benjamin Netanyahu.

“Prima di tutto”, ha dichiarato Naftali Bennett,
“prima di parlare di annessione, dobbiamo
confrontare la posizione di Israele e quella del mondo sulla formazione di uno Stato Palestinese e solo allora e molto gradualmente si potrà applicare la legge israeliana sulle zone israeliane di Giudea e Samaria. A volte il senso comune è sbagliata. Questo credo sia uno di quei casi. Siamo tutti sulla stessa barca, l’intera comunità internazionale, in un vicolo cieco. “

Il grande bacino elettorale di Bennett è negli insediamenti. Il suo discorso è stato ben accolto dai coloni ebrei di Hebron, una delle città più grandi della Cisgiordania, luogo santo e di pellegrinaggio
perche qui è sepolto Abramo.

A Hebron vivono circa 200 mila palestinesi, 800 coloni israeliani abitano nel centro storico in quattro
colonie composte da piccoli raggruppamenti di edifici e 2000 soldati.

La moschea di Ibrahim è spesso teatro di duri scontri tra palestinesi e coloni. Il conflitto in questo territorio ha assunto col tempo la forma di una guerra tra vicini di casa.

La sensazione è che la gente stia riflettendo.
Tutti hanno capito che è stata una illusione pensare finora che dare ai palestinesi le armi e il controllo del territorio, avrebbe portato la pace. Ci sarà la pace solo se siamo forti e crediamo nei nostri diritti senza fare un passo indietro. “

Un’altra formazione politica che sta facendo parlare di sé è quella ultra-ortodossa “Shas”, un partito religioso molto popolare tra gli ebrei di origine nordafricana. Alla sua guida è tornato dopo 13 anni il carismatico Aryeh Deri.

Nel 1996, a 38 anni, Deri era stato nominato ministro degli Interni nel primo governo di Benyamin Netanyahu.

Si era in breve tempo ritrovato indagato per corruzione, condannato a tre anni di carcere, ne aveva scontati solo due per buona condotta.
Terminata la detenzione, aveva chiesto al suo partito d’essere reintegrato.

A guidare lo Shas, è stato in sua assenza il vicepremier Eli Yishai, un politico di successo, vicino al primo ministro Netanyahu.

Ma la base non aveva mai abbandonato la speranza del ritorno del ‘Leone’, che ora si è detto pronto a scendere in campo in una coalizione di governo con Netanyahu.