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Affluenza in crescita in Israele: 38,3% alle 14

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Affluenza in crescita in Israele: 38,3% alle 14

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Affluenza in aumento alle elezioni israeliane, rispetto al 2009. Alle 14 ora locale ha votato il 38,3% degli aventi diritto, contro il 34% di quattro anni fa.

Tra i primi alle urne è giunto questa mattina il premier uscente e grande favorito Benyamin Netanyahu. I voti del suo Likud e quelli dell’alleato Yisreali Beiteinu non dovrebbero, però, bastare a formare un governo, che potrebbe trovare un puntello a destra dai parlamentari dell’imprenditore-colono Naftali Bennett.

Altra ipotesi è quella di un assestamento, invece, verso il centro, con il Kadima dell’ex ministro Tzipi Livni. L’area moderata si è arricchita anche della nuova formazione Yesh Atid, guidata dal giornalista Yair Lapid.

Ai laburisti non dovrebbero andare più di 17 seggi. In tutto sono 32 le formazioni in lizza, in una competizione nella quale il tema dominante è stato uno:

“La sicurezza, naturalmente, è la prima questione. Ma non ci si occupa della vita quotidiana, tutto ciò che ti permette di stare bene nel posto dove vuoi vivere” dice un giovane fermato all’uscita del suo seggio.

Disilluso il parere di un altro elettore: “non ho aspettative, perché la situazione in Israele è pessima e non c‘è un leader”.

“Abbiamo bisogno – afferma una donna con due bambini – di un’opzione arabo-palestinese, abbiamo bisogno di pace. Dobbiamo guardare oltre l’economia”.

Ma la crisi si è fatta sentire anche in Israele, entrando di forza nella campagna elettorale, pur senza riscaldare gli animi:

Rispetto alle precedenti elezioni il clima è meno eccitato, come ci si attendeva. Ma, a dispetto di ciò, le persone hanno cominciato presto ad andare a votare.