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Mali: I jihadisti in fuga. I francesi entrano a Diabali

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Mali: I jihadisti in fuga. I francesi entrano a Diabali

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In Mali le truppe francesi riprendono Diabali, alla frontiera con la Mauritania, e Dientza nel centro del paese. A dieci giorni dal lancio dell’operazione Serval, con l’indubbio vantaggio della copertura aerea, un contingente congiunto francese e maliano prosegue la riconquista del territorio. I jihadisti controllano ancora larghe fette del nord del paese dove hanno imposto la Sharia, la legge islamica, ma sono stati costretti a ripiegare. La ribellione era iniziata con una coalizione di tuareg e islamisti, ma questi ultimi hanno poi egemonizzato il movimento ribelle.
Per gli abitanti della città è un incubo che finisce: “È stato veramente un calvario. Non si poteva uscire di casa, c’erano bombardamenti giorno e notte, tutti erano chiusi in casa. Avevamo fame e non c’era niente da mangiare. Niente di niente”.
La controffoensiva congiunta di forze locali e francesi mirava soprattutto a bloccare l’avanzata dei Jihadisti verso la capitale Bamako. Il nostro inviato era fra i soldati che sono entrati a Diabali tornando a controllare una città fondamentale per gli equilibri strategici della guerra: “Con la riconquista di Diabali ad opera delle truppe francesi l’operazione Serval prende un altro respiro. L’esercito francese adesso è protetto a occidente. Il contingente panafricano e i suoi alleati europei possono avanzare con meno problemi verso il nord”.
La Francia ha nel paese circa 2500 uomini, ma Parigi ha chiesto un intervento maggiore degli alleati africani nella lotta contro gli islamisti radicali.