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Mali: francesi attendono, africani chiedono aiuti logistici

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Mali: francesi attendono, africani chiedono aiuti logistici

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Le truppe francesi vengono salutate dalla popolazione di Diabali, e qui l’avanzata per ora si ferma. Per proseguire, per liberare altre località dall’occupazione jihadista, francesi e maliani attendono rinforzi più consistenti dai Paesi della Comunità dell’Africa occidentale, e i Paesi africani, a loro volta, chiedono alla comunità internazionale di inviare immediatamente aiuti finanziari e logistici.

Più a nord è ancora tutto da fare: a duecento chilometri c‘è Timbuctu, a quattrocento Gao, da dove ancora affluiscono rifugiati.

Come queste donne, accolte nel campo di Sevare: raccontano quello che hanno subito, a Gao:

“I jihadisti prendono di mira gruppi di ragazze e donne, per violentarle. Poi le riportano indietro e fanno lo stesso con altri gruppi di donne. È per questo che ho lasciato Gao e sono venuta a Sevare con le mie figlie”.

Dicono che a Gao un capo della milizia islamica sia stato linciato dalla folla, quando si è saputo dell’uccisione di un popolare giornalista, una voce che era rimasta indipendente.
Però dicono anche che l’esercito maliano, nelle località liberate, stia commettendo abusi su etnie vicine ai jihadisti, come i tuareg.