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Austria al voto sulla fine della leva obbligatoria

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Austria al voto sulla fine della leva obbligatoria

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L’Austria potrebbe dire addio alla leva obbligatoria e introdurre un esercito di professionisti. Su questo oggi sono chiamati a esprimersi in un referendum poco più di sei milioni di elettori.

Il servizio militare dura sei mesi, in alternativa c‘è il servizio civile per nove mesi. Il governo di grande coalizione è diviso, il partito popolare – ossia democratico cristiano – vuole conservare lo status quo.

“Un esercito professionale solleva molte questioni”, dice il vice-cancelliere Michael Spindelegger. “Ci sono aspiranti soldati a sufficienza? Costerà molto di più? Ci sono le persone giuste per l’esercito? Preferisco un esercito del popolo per il popolo e rafforzare inoltre il servizio civile”.

Per gli oppositori la riforma rischia di mettere in causa la neutralità dell’Austria, che non fa parte della Nato e di ridurre i servizi sociali, per mancanza di obiettori di coscienza. Per i socialdemocratici invece renderebbe l’esercito più efficiente.

“Vogliamo restare in modo conservatore in un sistema che obbliga migliaia di giovani al servizio militare ogni anno?”, afferma il ministro della Difesa Norbert Darabos, “oppure vogliamo intraprendere il cammino del volontariato motivato, decidendoci ad adottare un esercito professionale moderno?”

L’Austria potrebbe allinearsi alla maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, che hanno abbandonato la leva obbligatoria.
Sullo sfondo le politiche previste per ottobre.