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Algeria: conclusa la presa d'ostaggi a In Amenas

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Algeria: conclusa la presa d'ostaggi a In Amenas

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È finita: a In Amenas le forze speciali algerine hanno lanciato l’assalto finale, e c‘è ormai anche un bilancio.
Sono 23 gli ostaggi rimasti uccisi, e 32 i sequestratori. 107 stranieri e 685 algerini sono invece stati liberati, e questo fa dire alle autorità algerine che l’operazione è stata un successo.

La crisi era iniziata mercoledì, quando il commando di terroristi aveva preso il controllo del campo gasiero. Provenivano da Libia, Olanda, Tunisia, Siria, Egitto, Mali, Yemen e Canada, secondo le autorità algerine.

Il gruppo aveva piazzato esplosivi nel campo, che viene ora sminato. Dopo un abbozzo di trattativa, i terroristi tentavano una sortita, venivano bersagliati da un elicottero insieme agli ostaggi che tentavano di portar via: e partiva, subito, l’attacco. Restava un gruppetto con alcuni ostaggi: l’ultimo assalto ha chiuso la vicenda.

“Bisognava assolutamente che la crisi si risolvesse il più rapidamente possibile – dice un’esperta francese -: per non essere costretti a rispondere alle pressioni dei Paesi di provenienza degli ostaggi; per ragioni economiche, visto che non era più possibile la produzione del gas; e soprattutto per dare un esempio, per dissuadere altri gruppi terroristi dal lanciarsi in altre operazioni altrove nel Paese”.

Ora i Paesi di provenienza degli ostaggi chiedono chiarezza sulle modalità dell’operazione: Londra, Washington, Parigi, Oslo per dirne alcuni condannano i terroristi ma chiedono un’inchiesta approfondita.