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Algeria: l'impatto dell'attacco terroristico sul mercato energetico

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Algeria: l'impatto dell'attacco terroristico sul mercato energetico

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Se finora l’Europa ha letto dell’attacco terroristico in Algeria sui giornali, presto potrebbero sentirlo nelle proprie tasche. Lo shock del mercato energetico provocato dai fatti di In Amenas ha portato ad un rialzo del prezzo dei combustibili.

Il Paese è infatti il terzo fornitore di gas dell’unione e l’impianto colpito produce da solo il 2% dell’intera domanda europea.

Colpita in particolare l’Italia, prima tappa sul continente dei gasdotti algerini, che costituiscono un terzo dell’approvvigionamento nazionale: giovedì la Snam ha confermato una diminuzione del flusso.

Attualmente il 60% della produzione algerina di gas arriva in Europa: con una riduzione, essa dovrebbe necessariamente rivolgersi al suo primo fornitore, la Russia.

Per alcuni analisti l’impatto sarà quindi limitato, ma a risentirne sono soprattutto le compagnie petrolifere, come l’italiana Eni e la spagnola Cepsa, che hanno forti investimenti nelle zone confinanti. La paura, ora, è per gli impianti vicini al confine algerino nella ben più traballante Libia.