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Venezia dà il la al bicentenario verdiano

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Venezia dà il la al bicentenario verdiano

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Venezia e Verdi: la città dove debuttarono alcune delle sue opere più famose, come Rigoletto o La Traviata, e il cigno di Busseto, di cui si celebra quest’anno il bicentenario della nascita.

“Sono profondamente verdiano, confessa sir John Eliot Gardiner, che di recente ha diretto il Concerto di Capodanno alla Fenice. Ritengo che la successione di capolavori verso la fine della vita di Verdi sia straordinaria. Si tratta di grandi opere non solo perché di enorme impatto dal punto di vista drammaturgico, ma anche melodicamente e armonicamente sono interessantissime. Tra l’altro, le capacità orchestrali di Verdi sono ancora molto sottostimate.”

“Verdi era ‘un contadino’, continua il direttore britannico. Non viveva con la testa per aria, in un mondo rarefatto; c‘è un elemento ‘terreno’, quasi ‘rustico’ in lui che veramente apprezzo; il che non significa che non sapesse essere fine e delicato nell’esprimere emozioni, anzi.”

“Credo, conclude, che sarebbe la persona ideale per fare una bella chiacchierata davanti a una bicchiere di vino, una scheggia di parmigiano e del buon prosciutto di Parma – un uomo stupendo, e così umano!”

A emozionare il pubblico internazionale de La Fenice, il 1° gennaio, c’erano Saimir Pirgu e Desirée Rancatore, giovani stelle della lirica ormai avvezzi ai palcoscenici di tutto il mondo.

“E’ un mestiere che ti fa volare subito, dice il tenore albanese, tu pensi che tutto il mondo ti stia guardando… Noi siamo come i clown, facciamo divertire il pubblico per quell’istante, due ore, un minuto, poi alla fine ognuno va a casa sua e tu non esisti più, tu devi rientrare nella tua realtà.”

“Io amo perdermi a Venezia, confessa la Rancatore, ormai un’habituée sulla scena operistica in Laguna. Perdersi per Venezia è di un fascino incredibile, ogni angolo ha qualcosa di magico e storico che perdi la cognizione del tempo.
Cantare è la mia vita, il fatto di cantare, di emettere dei suoni, di potermi calare nelle vite di questi personaggi così particolari di cui l’opera narra… io penso che ogni nota che posso eseguire davanti a un pubblico vale ogni solitudine, ogni sacrificio.”

Nel servizio è possibile ascoltare alcuni frammenti dei seguenti brani di Giuseppe Verdi:

Aida: Sinfonia
I vespri siciliani: “Mercé, dilette amiche”
Rigoletto: “Questa o quella per me pari sono”
La traviata: “Sempre libera degg’io” and “Libiam ne’ lieti calici”

È possibile visionare ulteriori momenti dell’intervista rilasciata dal direttore sir John Eliot Gardiner cliccando sul link più sotto:

Bonus interview: Sir John Eliot Gardiner