ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Stranieri rapiti in Algeria: Hague "rappresaglia Mali è una scusa"

Lettura in corso:

Stranieri rapiti in Algeria: Hague "rappresaglia Mali è una scusa"

Dimensioni di testo Aa Aa

Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, conferma la morte di un proprio connazionale nell’attacco all’impiato petrolifero in Algeria.

Nel frattempo dal Paese nordafricano si esclude qualsiasi negoziato con i terroristi per la liberazione dei 41 ostaggi stranieri.

“È assolutamente inaccettabile – ha detto Hague da Sydney, dove è in visita ufficiale – È un omicido a sangue freddo di una persona che svolgeva il suo lavoro. Dire che si tratti di una rappresaglia per l’intervento della Francia in Mali, in Libia o altrove è una semplice scusa”.

Nelle mani della brigata Al-Mouthalimin vi sono anche 13 cittadini norvegesi. Il governo di Oslo è in stretto contatto con la Statoil, la compagnia petrolifera norvegese che opera nell’impianto attaccato e ha inviato una squadra speciale in Algeria.

“Non vogliamo speculare su chi c‘è dietro questo attacco o quali siano le loro motivazioni – ha detto in conferenza stampa il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg – Ora l’obiettivo è quello di riportare i nostri connazionali a casa sani e salvi e di evitare altri morti”.

Tre i giapponesi nelle mani dei sequestratori secondo quanto riferito dal governo di Tokyo. Il ministro degli Esteri, Fumio Kishida, ha inviato nel Paese nordafricano il suo vice che era in visita in Europa.