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Niente concessioni per le Pussy Riot

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Niente concessioni per le Pussy Riot

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I giudici russi hanno respinto la richiesta avanzata da una delle esponenti del gruppo punk protagonista della preghiera anti-Putin di posticipare l’espiazione della pena, per poter prendersi cura del figlio piccolo.

All’origine del rifiuto del tribunale, oltre a una serie di aggravanti, il fatto che la presenza di un bimbo minorenne – cinque anni – non ha impedito alla madre di commettere il reato.

Maria Aliokhina, 24 anni, sta scontando una pena di due anni in un campo di lavoro. È stata condannata a due anni di carcere insieme alle altre due Pussy Riot, per avere inscenato una protesta non autorizzata alla Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca lo scorso febbraio.

Le sentenze sono state ampiamente criticate da Stati Uniti e Unione europea, ed esponenti di spicco del mondo dello spettacolo in tutto il mondo.