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Mali, al via le operazioni di terra

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Mali, al via le operazioni di terra

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Dopo i raid aerei le truppe di terra. L’operazione militare francese in Mali contro i jihadisti che da mesi occupano il nord del Paese cresce d’intensità.

Parigi, che ha già aumentato il numero di soldati inviati a Bamako, gode dell’appoggio statunitense e della Comunità economica degli Stati Africani.

La Nigeria ha annunciato l’invio di oltre 900 soldati a sostegno dell’operazione francese.

Fronte del conflitto il Nord Ovest del Mali. Da Bamako le truppe francesi sono ora entrate a Diabali dove da questa mattina affrontano i miliziani legati ad Al Qaida.

E Parigi annuncia, non si tratterà di un conflitto lampo. Jean Yves Le Drian, Ministro della Difesa francese:“Rispetto alla scorsa settimana ci troviamo in una posizione di vantaggio, ma il conflitto sarà lungo. Dobbiamo essere onesti. L’obiettivo è restituire al Mali il possesso della propria sovranità nazionale”.

In Francia intanto infiamma il dibattito politico. Per l’ex Presidente Giscard d’Estaing Parigi non deve ricadere in tentazioni neocolonialiste. Ma a Bamako la popolazione locale si dice contenta dell’intervento francese. Come conferma un abitante della capitale:“Sono davvero felice dell’arrivo dei francesi. Sono qui per la libertà della popolazione del Mali. Vogliamo l’unità del Paese, uno Stato Repubblicano. Una volta per tutte dobbiamo cacciare tutti i terroristi e i narcotrafficanti”.

La situazione in Mali rischia di allargarsi anche agli Stati limitrofi, soprattutto Algeria e Mauritania. Soldati francesi e maliani sono stati dislocati lungo la frontiera del Nord per evitare fughe dei militanti jihadisti all’estero.