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Tunisia: due anni dopo Ben Ali, transizione resta incompiuta

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Tunisia: due anni dopo Ben Ali, transizione resta incompiuta

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Rivolte locali, scontri di piazza, scioperi, un’economia paralizzata. Due anni dopo la cacciata di Ben Ali, la Tunisia celebra l’anniversario della rivoluzione in un clima di tensione.

La piazza si riempie contro un nuovo nemico: il governo di coalizione guidato dal partito islamico Ennahda, prigioniero dei salafiti.

La scorsa settimana, una protesta per chiedere posti di lavoro è finita con una stazione di polizia e un ufficio della dogana incendiati e con saccheggi in una sezione di Ennahda.

Le immagini di due anni fa sembrano le stesse di oggi: cambiano solo i protagonisti. Libertà e dignità erano state le parole della rivolta, ma oggi in molti contestano i pochi riferimenti ai diritti dell’uomo, dopo il confronto sul ruolo della sharia come fonte legislativa.

E mentre a Tunisi 8mila persone manifestano contro il nuovo potere, l’ex dittatore Ben Ali, condannato all’ergastolo, si gode il suo esilio dorato a Gedda, in Arabia Saudita. Sua moglie Leila si dedica allo shopping, lui alla scrittura delle sue memorie.