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Cuba apre le frontiere, per l'estero basta il passaporto

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Cuba apre le frontiere, per l'estero basta il passaporto

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I cubani liberi di lasciare l’isola, dopo cinquant’anni. Lunedì è stata una giornata storica, con l’entrata in vigore della riforma annunciata a ottobre da Raul Castro. Basta il passaporto per recarsi all’estero e non più l’autorizzazione del governo e l’invito di un parente o di un amico che vivono in un altro Paese.
 
In passato lasciare Cuba equivaleva a un tradimento e si rischiava di perdere beni e cittadinanza. 
 
“Rispetto a prima quando la procedura era molto difficile e molto lunga, quando dovevamo ottenere un visto e un invito e spendevamo molti soldi, la differenza è che ora tutto questo ci viene risparmiato”, dice Jorge Luis Gonzalez, un cubano in attesa di comprare un biglietto aereo.
 
All’aeroporto internazionale Josè Marti partono i primi viaggiatori che hanno usufruito della nuova legge. C‘è anche una ragazzina di 15 anni, diretta dal padre negli Stati Uniti.
 
“E’ la prima volta che viaggio per andare da mio padre che non vedo da dieci anni”, dice Suany Hernandez. “Voglio vederlo perché è da tanto tempo che non sto con lui, voglio passare qualche anno con lui, studiare lì per aprirmi delle opportunità”.
 
Il soggiorno con la nuova legge è esteso da 11 mesi a due anni. Il governo, tuttavia, può negare il passaporto per motivi d’interesse pubblico o di sicurezza nazionale. Una disposizione che i dissidenti interpretano come una nuova restrizione.