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Costa Concordia, un anno dopo

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Costa Concordia, un anno dopo

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Ore 21:45 del 13 gennaio 2012. La Costa Concordia urta lo scoglio delle Scole. Nell’isola del Giglio la sirene e le campane della chiesa suonano 32 volte di seguito, tante quante le vittime di quel tragico incidente, frutto d’incuria e faciloneria criminali.
 
Un cerimonia che lascia intatte ed anzi aumenta la rabbia di allora: a distanza di un anno il solo risultato concreto è stata l’affissione di una lastra con i nomi delle vittime, mentre il cadavere del gigante da crociera che trasportava 3.700 persone giace ancora lì, arrugginito e immobile, a pochi metri dalla riva.
 
Ieri per i familiari delle vittime era il momento del ricordo, ma quello che chiedono è giustizia.
 
“E’ molto importante per noi essere qui, soprattutto per mia madre, perchè io c’ero mentre mia madre non ha potuto vedere mio fratello” dice Madeleine Costilla Mendoza, sorella di uno dei membri dell’equipaggio, Thomas Alberto Costilla.
 
Per il disastro del Giglio sono indigate 10 persone tra cui il Primo Ufficiale Ciro Ambrosio e il Comandante della nave, Francesco Schettino, arrestati con l’accusa di nafragio, omicidio colposo plurimo e abbandono di nave in perciolo. Schettino ha al momento l’obbligo di residenza nella sua città, Meta di Sorrento.